Meneghini è tornata e tutto tornerà normale

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Sofia Meneghini is back diremmo altrove, ma siamo in Italia e gli sfottò sono d’obbligo. “Nessuna intervista per Meneghini che torna dall’infortunio dopo un anno?”: queste voci si alzano dagli ultimi sedili del pullman che sta portando la primavera a Bressanone, per il recupero della gara di Coppa Veneto contro il Brixen rinviata a dicembre.

Amen è una parola a cui abbiamo dato un peso religioso da cui è difficile scardinarla, la possiamo tradurre con “certamente”, “così sia”, o “in verità”. In tal modo assume invece duplice valenza, quella di una domanda dal fondo di un pullman, che torni ad amare come solo puoi amare una squadra, o quella della prima espressione che proferisci quando il male ti toglie da quel bus.

Uno stop di nove mesi e mezzo, un’eternità per un atleta, ancor di più quando sei giovane e i conti in sospeso sono infiniti. Se ha avuto paura di dover smettere o di dover rivalutare quanto fatto Meneghini non ha paura ad ammetterlo: “Inizialmente ho avuto paura fosse grave, era la prima volta che mi accadeva un infortunio così lungo, poi però ho avuto tante persone vicino: amici, genitori, fisioterapisti. Tutti mi hanno aiutata”.

Ho subito una lesione della cuffia dei rotatori della spalla sinistra durante l’ultima partita di campionato a Cuneo”: amen, amen a tutto quello che hai fatto. “All’inizio ci sono stati i primi momenti di sconforto. Poi è stata dura sapere di dover andare incontro a un’operazione – di nuovo amen, maledettamente amennon credevo. Sono stata operata il 18 luglio e poi ho fatto fisioterapia per tre mesi con tanti momenti di dolore non solo fisico, ma come detto tante persone mi sono state vicine”.

Ma adesso Sofia Meneghini è tornata e l’amen può riassumere la valenza migliore, quella di una ragazza che ha nel cuore la forza di rialzarsi e ribaltare la sorte: “Sono emozionata al pensiero di tornare a indossare questa maglia, per me e per la mia società. L’obiettivo è tornare in prima squadra, come lo scorso anno. Non ho paura perché mi sto allenando ormai da due mesi. Non ho paura: sono contenta, sono emozionata”.

Il pullman, intanto, viaggia verso Bressanone in un assurdo ribaltamento climatico. Lascia la neve a Verona e va verso il suolo lindo del Trentino Alto Adige. Forse è parafrasi di un ribaltamento avvenuto, come lei che ha ribaltato questo grande momento di difficoltà. Presto la neve sparirà da Verona e tutto tornerà normale, come normale sarà amare la squadra con cui vai verso una trasferta. Meneghini ha ribaltato, ora tutta tornerà normale.

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